Posso immaginare la prima volta in cui hai sentito pronunciare la parola “osteopatia“, magari da un tuo conoscente…dev’essere andata più o meno così:

” Avevo un forte mal di schiena, poi sono andato dall’osteopata e mi ha rimesso in piedi!”

o anche…

“Se quella spalla continua a darti fastidio perché non provi con l’osteopatia?”

Ma quando provi a fare la fatidica domanda “Ma…Cos’è l’osteopatia?” nessuno sa darti una risposta precisa!

Bene, ora proverò a fare chiarezza su cosa è realmente l’osteopatia e su che cosa facciamo noi osteopati.

 

Osteopatia: cos’è?

L’osteopatia è una disciplina che si basa su tutte le scienze mediche tradizionali come l’anatomia, la fisiologia, la neurologia, ma che non prevede l’uso né di farmaci né di strumenti medici; gli osteopati lavorano solo ed esclusivamente con le loro mani, tramite precise e mirate tecniche.

Ma limitare la differenza tra l’osteopatia e le altre discipline solo a questo concetto sarebbe estremamente riduttivo, infatti, ciò che più caratterizza la disciplina osteopatica è l’approccio al problema per cui il paziente si presenta in studio.

L’osteopata, infatti, non si concentrerà unicamente sulla zona dolorante del paziente cercando di ridurre momentaneamente il dolore, ma andrà a ricercare la causa scatenante di quel dolore.

Se volete sapere qualcosa in più su come è nata l’osteopatia o su quali sono i suoi benefici date un’occhiata ai seguenti articoli:

Storia dell’osteopatia

Cosa cura l’osteopatia?

Il trattamento osteopatico

I benefici dell’osteopatia

 

L’approccio osteopatico al paziente

Ti farò un esempio pratico per spiegare meglio il concetto:

Un paziente viene nel mio studio lamentando un fastidio persistente alla spalla, non ha preso colpi sulla zona interessata, né ha fatto sforzi particolarmente intensi, ma quella spalla gli fa male da più di due settimane.

Ora, si potrebbe fargli prendere un antinfiammatorio in modo da alleviare il dolore, oppure si potrebbero andare a sciogliere le contratture muscolari per dare alla spalla più mobilità, ma entrambi questi approcci, pur dando un sollievo immediato al paziente, hanno un problema comune: tempo 24 ore e quella spalla tornerà a fare male.

Questo perché è vero che la sensazione di dolore alla spalla è data da una contrazione dei muscoli e da un successivo processo infiammatorio, ma le domande che realmente ti devi fare sono:

“Perché la spalla si è contratta??”

“Come faccio a fare in modo che non succeda nuovamente?”.

Ecco perché un osteopata non si limiterà a valutare e trattare il sintomo per cui il paziente è venuto nel suo studio, ma effettuerà dei test specifici per scoprire il motivo per cui quella spalla si è contratta, che potrebbe essere per esempio uno scorretto allineamento delle articolazioni che si trovano tra scapola, clavicola e omero.

Andando a sistemare quel problema, ovvero la causa scatenante, non solo le contratture e l’infiammazione passeranno, ma si ridurrà notevolmente la possibilità che ricompaiano nuovamente.

 

Principi dell’osteopatia

Ora che abbiamo capito cos’è l’osteopatia e come funziona, vediamo di capire su che principi si fonda.

Quello che Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia, teorizzò nel 1874 era una disciplina basata su 3 principi:

IL CORPO È UN UNITÀ

L’essere umano è un organismo composto da diversi sistemi (muscolare, vascolare, nervoso, ecc…), ma questi non sono indipendenti, ognuno di loro interagisce con gli altri e garantisce una funzione fondamentale per la vita della persona. Se anche uno solo di questi non funzionasse correttamente tutto il sistema ne soffrirà. Questo è il principio per cui l’osteopata vede il paziente nella sua globalità.

RELAZIONE TRA STRUTTURA E FUNZIONE

Still lavorava come osteopata con un concetto molto semplice in mente, “la struttura governa la funzione”. Lui era fermamente convinto che il corretto funzionamento di una qualsiasi regione corporea fosse legato fortemente alla condizione della struttura che la compone. Farò un esempio molto semplice:

La funzione delle nostre gambe è quella di farci camminare, se mi rompo il femore o mi procuro uno strappo al polpaccio avrò difficoltà nella camminata, questo perché sia nel caso della frattura che nel caso della lesione muscolare la struttura della mia gamba non sarà più nelle sue condizioni ottimali e di conseguenza avrà difficoltà a svolgere la sua funzione.

AUTOREGOLAZIONE

Il terzo e ultimo principio si basa sulla capacità innata del nostro organismo di guarire autonomamente e di regolare le sue funzioni in modo da raggiungere da solo la sua condizione ottimale (concetto che in medicina è conosciuto con il nome di omeostasi).

Il lavoro dell’osteopata, infatti, non è quello di guarire una persona da un determinato problema, ma consiste nel riequilibrare il suo organismo in modo che esso sia messo nelle condizioni ottimali per attuare tutti i processi di autoguarigione e autoregolazione.

 

Conclusioni sull’osteopatia

Ma questi 3 principi non erano i soli dogmi su cui si basò Still per creare l’osteopatia, ne rimane ancora uno, che più che essere un principio è una vera e propria condizione necessaria per capire e praticare questa materia: l’osteopatia è ANATOMIA, ANATOMIA e ANATOMIA (A.T.Still).

Infatti, per lui l’osteopatia poteva essere praticata solo da chi aveva una conoscenza approfondita e minuziosa del corpo umano in tutti i suoi aspetti: se non sai cosa stai toccando non puoi sapere cosa stai facendo!

Ora sapete esattamente come funziona e su cosa si basa la disciplina osteopatica, e quando qualcuno farà la fatidica domanda: “Cos’è l’osteopatia?“, voi saprete cosa rispondere!!

Se volete sapere qualcosa in più su come è nata l’osteopatia o su quali sono i suoi benefici date un’occhiata ai seguenti articoli:

Storia dell’osteopatia

Cosa cura l’osteopatia?

Il trattamento osteopatico

I benefici dell’osteopatia

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